Intelligenza artificiale e benessere psicologico: il chatbot che guida verso la cura

Studio rivela l’efficacia dei chatbot AI nell’indirizzare gruppi sottorappresentati verso risorse e supporto per la salute mentale.

Un chatbot abilitato dall’intelligenza artificiale (AI) per l’auto-segnalazione personalizzata, progettato per aumentare l’accesso ai servizi di salute mentale, viene presentato in uno studio pubblicato su Nature Medicine. In uno studio osservazionale in Inghilterra che ha coinvolto 129.400 persone, l’utilizzo di questo sistema ha portato a un incremento sia nel numero che nella diversità delle persone che accedono ai servizi del National Health Service (NHS) per le terapie parlate, in particolare tra i gruppi sottorappresentati.

I disturbi della salute mentale sono condizioni pervasive che colpiscono una grande frazione della popolazione mondiale nel corso della vita. Il supporto per la salute mentale può alleviare i sintomi e ripristinare la qualità della vita, ma l’accesso a tale supporto è attualmente ostacolato dallo stigma e, più in generale, dall’esitazione nel cercare assistenza, oltre che da barriere amministrative e strutturali. Ricerche precedenti suggeriscono che un accesso ridotto ai servizi di salute mentale può influenzare in misura maggiore le persone appartenenti a gruppi sottorappresentati.

Johanna Habicht e colleghi hanno sviluppato un chatbot personalizzato chiamato Limbic Access, che raccoglie informazioni personali e guida proattivamente le persone attraverso il processo di auto-segnalazione per accedere ai servizi di salute mentale. Il sistema mira anche a permettere agli utenti di esplorare in dettaglio i loro problemi di salute mentale e a realizzare la necessità di aiuto, riducendo lo stigma. Il chatbot è stato implementato attraverso il portale online di 14 centri di servizi NHS per le terapie parlate in Inghilterra. Nel periodo di studio di 3 mesi, il numero di auto-segnalazioni in questi centri è aumentato del 15%, mentre in 14 centri corrispondenti dove lo strumento non era stato implementato, l’aumento è stato solo del 6%. Individui non binari, asiatici/asiatici-britannici e neri/neri-britannici hanno sperimentato un aumento molto più grande nelle auto-segnalazioni, rispettivamente del 179%, 39% e 40%. Da notare che l’aumento del numero di segnalazioni non ha comportato tempi di attesa maggiori o un numero ridotto di valutazioni cliniche.

Questi risultati suggeriscono che gli strumenti digitali possono migliorare l’accessibilità e la pervasività dei servizi di supporto per la salute mentale, specialmente per i gruppi sottorappresentati, riducendo al contempo il coinvolgimento umano nella gestione delle segnalazioni.

Articolo Nature Medicine: Closing the accessibility gap to mental health treatment with a personalized self-referral chatbot. DOI 10.1038/s41591-023-02766-x

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